7 giugno 2011

Chi fa innovazione è fuori dalla crisi

Crescono le imprese hi-tech: a Pisa sono oltre mille e hanno quasi 10mila addetti

C’è un settore che sembra aver già superato la crisi. Si tratta dell’high-tech, quella galassia di imprese operanti nell’alta tecnologia che nella realtà pisana ha un ruolo di primo piano.

E’ questo uno degli aspetti principali che si ricava dal rapporto annuale presentato di recente da Unioncamere e Scuola Sant’Anna, sotto il coordinamento di Riccardo Perugi e Andrea Piccaluga. Queste attività ad alta tecnologia, secondo gli ultimi dati, sono in Toscana oltre 10mila.

L’occupazione, a livello regionale, supera i 70mila addetti. La Toscana si colloca al sesto posto in Italia per grado di diffusione del fenomeno, dopo Lombardia (40mila unità locali e 360mila addetti), Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. Questo dato medio regionale però, come fanno notare gli autori della ricerca, non rende giustizia della forte concentrazione che l’high-tech assume in alcune specifiche aree.

In particolare, Firenze (3.138 imprese e 24.773 addetti) e Pisa (1.362 unità locali e 9.097 addetti) presentano un indice di specializzazione imprenditoriale superiore alla media nazionale (nel caso di Pisa del 10%) – anche se altrettanto non accade in termini occupazionali – e che, con riferimento ai servizi, tocca il +22%.

Ma un profilo ancor più qualificato viene raggiunto da Pisa grazie soprattutto al segmento high-tech a più elevato contenuto tecnologico: più 33% (Firenze +14) rispetto al dato italiano. Sant’Anna e Unioncamere hanno anche effettuato un’indagine su un campione di imprese high-tech (quasi 1.600), soprattutto di Firenze e Pisa. Da questa si ricava che il 46% appartiene all’area dell’Ict (la tecnologia dell’informazione e della comunicazione), che si conferma una componente importante. Numeri di rilievo anche in alcuni settori industriali, come la meccanica avanzata. Tra i settori emergenti spiccano l’area delle Life Sciences (8% delle imprese analizzate), dell’energia e dell’ambiente (circa il 7%). Sotto il profilo dimensionale, le unità locali intervistate descrivono una realtà rappresentata principalmente da micro-imprese (il 73% ha tra 1 e 10 addetti) e da piccole imprese (il 20% ne ha tra 11 e 50). E’ invece in termini occupazionali che la rilevanza delle medie e grandi imprese emerge con forza, giungendo a contribuire per il 61% ai posti di lavoro totali. Lo schiaffo alla crisi arriva con i dati economici.

Nel 2010, i pre-consuntivi dichiarati dalle imprese hanno fatto registrare un aumento del volume d’affari per il 50% degli operatori high-tech. E il fatturato è cresciuto dell’8,8%, delineando di fatto, già per l’anno scorso, dicono i curatori dell’analisi, una situazione di uscita dalla crisi. Questa tendenza si conferma per il 2011, dal momento che le previsioni di crescita interessano ben il 59% delle imprese high-tech. In pratica, la capacità di reazione di queste imprese è stata più rapida.

Fonte: IlTirreno Pisa

 

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