Diagnostica: se il sensore è wireless…

1 Dicembre 2009

E’ tra le più giovani startup italiane ma può già far conto su un bel curriculum. E’ Win (Wireless sensor network srl), azienda nata ufficialmente il 6 marzo 2009 e composta da giovani imprenditori che si sono conosciuti all’università. La Win realizza reti di sensori e dispositivi biomedicali wireless: tutti i sensori, che hanno dimensioni ridottissime, fanno capo ad un dispositivo base piccolo, semplice e riconfigurabile. L’obiettivo è il costante monitoraggio di parametri medici a partire dalla temperatura corporea, il battito cardiaco, la pressione e così via. I giovani imprenditori di Win sono ricercatori della Scuola Superiore Sant’ Anna che si sono uniti ad ingegneri esterni. «Da anni avevamo in mente di mettere insieme le nostre competenze per realizzare i progetti nati durante il periodo universitario», dice Virginia Pensabene, Ceo di Win. «L’ occasione per la sfida è arrivata nel 2007 con il bando nazionale Giovani idee cambiano l’Italia promosso dall’allora ministro delle politiche giovanili Giovanna Melandri: tre di noi hanno partecipato, classificandosi primi tra 15.000 partecipanti. Con questo premio abbiamo trovato l’occasione e la forza per proporre una nuova idea per il monitoraggio costante dei parametri fisiologici dei pazienti». Il dispositivo, brevettato nell’aprile 2008 e in attesa delle autorizzazioni per la commercializzazione, ha un modulo centrale per trasmettere e ricevere i dati in modalità wireless tramite il protocollo di comunicazione ZigBee, simile al Bluetooth. Ad esso si collegano i sensori necessari alla misurazione di numerosi parametri fisiologici: temperatura corporea, pressione, postura, battito cardiaco. Al modulo base sono poi collegati la batteria, un display e un bit sonoro per gli allarmi. Le dimensioni dei sensori sono quelle di una moneta da un euro, in modo da poter facilmente integrare il sistema su una fascia toracica come quella che si usa per misurare l’attività cardiaca durante la corsa, o su bracciali per misurare la pressione o ancora in dispositivi innovativi di nuova concezione. Il paziente, a seconda della propria necessità o dei suggerimenti del medico, può sostituire il sensore con uno con diverse funzionalità, attivando il dispositivo in modo immediato e senza necessità di assistenza tecnica. «Ciascuno di questi dispositivi è in grado di comunicare con gli altri e di inviare i dati ad una centralina, il tutto grazie a un pc collegato ad internet o un cellulare», spiega Pensabene. «Si possono collegare fino a 6.000 pazienti allo stesso tempo e in questo modo ridurre i costi di monitoraggio dei malati negli ospedali. Inoltre, il dispositivo è utilizzabile facilmente anche da casa e i dati di ciascun paziente possono essere direttamente disponibili al medico o ai familiari oppure essere immagazzinati e organizzati in cartelle cliniche dedicate».

 

Archivi